16 Ottobre 2019 Coaching ovunque vi troviate nel mondo

Mese: Ottobre 2019

LO SHOCK CULTURALE FASE PER FASE

Ogni expat vive in maniera più o meno intensa una sorta di shock culturale, con alcune fasi più delicate di altre. Il trasferimento in un nuovo paese richiede un tempo di adattamento. Si tratta di un periodo che dura in media da sei mesi a un anno. In questo lasso di tempo praticamente ogni expat vive in forma più o meno intensa il cosiddetto shock culturale. Certamente non tutti lo vivono allo stesso modo. Molto dipende dal carattere, dalla personalità, dalla flessibilità dell’individuo, così come dalla sua predisposizione al cambio, oltre che dalla distanza culturale fra il paese di origine e quello di adozione. Indipendentemente dalle caratteristiche personali o del paese di destinazione, ogni expat (o un membro della sua famiglia) attraversa una serie di fasi in modo più o meno marcato. Fase 1 – Luna di miele. L’expat e la sua famiglia vedono tutto rosa, sono entusiasti della nuova vita, vanno alla scoperta del nuovo mondo. Hanno un’attitudine vacanziera, sono pieni di entusiasmo e di curiosità per ciò che li circonda. Un po´ come nei primi tempi della vita di coppia, quando si vedono solo i pregi dell’altro e tutto del partner ci sembra meraviglioso, difetti compresi. Fase 2 – Lo scontro con la realtà. In questa fase alcuni o tutti i membri della famiglia iniziano a sentire nostalgia per ciò che hanno lasciato: famiglia, amici, tradizioni…Iniziano a rendersi conto di non essere al 100% compatibili con la cultura del luogo rispetto a comportamenti e modi di pensare. Le regole sociali e/o professionali del paese di adozione non sono ancora del tutto chiare. Tutti i dettagli che nella fase di luna di miele l’expat tollerava senza problemi, ora sono percepiti come fastidiosi. Per riprendere l’analogia con la vita di coppia, è il momento in cui finisce la cosiddetta fase

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